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Private equity in Italia
Le statistiche elaborate dall'AIFI (Associazione Italiana del
Private Equity
e
Venture Capital
) e
aggiornate attualmente al primo semestre 2011, segnalano una flessione della raccolta
rispetto allo stesso periodo del 2010 in misura pari al 19%, nonostante la crisi sul debito
sovereign
europeo abbia accusato i primi sintomi nella seconda metà dell'anno.
Diversamente il
trend
dell'attività di investimento migliora notevolmente e continua ad essere
focalizzata su operazioni di piccole dimensioni, che da sempre caratterizzano il mercato
italiano e si sono dimostrate più stabili rispetto alle operazioni di grandi dimensioni e con leva
finanziaria rilevante.
I nuovi investimenti, in unità, sono aumentati da 129 a 159 per un controvalore di 1.524 milioni
di Euro (+176% rispetto allo stesso periodo del 2010).
Pur in un contesto di difficoltà, i segnali positivi provengono dal segmento
buy-out
, i cui
investimenti nella prima metà del 2011 sono più che triplicati passando da 329 milioni di Euro
a 1.160 milioni di Euro, con 27 operazioni. Si segnalano buoni risultati anche per il segmento
dell'
expansion
, relativo ad investimenti di minoranza finalizzati a sostenere i programmi di
sviluppo di imprese esistenti, che nella prima metà del 2011 sono raddoppiati passando da
145 milioni di Euro a 280 milioni di Euro, distribuiti su 74 operazioni.
Prospettive per il private equity nel 2012
È ragionevole attendersi che la ripresa delle attività di investimento in
private equity
possa
proseguire nei prossimi anni, se lo scenario macroeconomico permetterà alle banche di non
avere problemi di solvibilità e di destinare liquidità al mercato del credito.
Il consolidamento della raccolta su livelli più bassi insieme al processo di selezione naturale
dei gestori comporterà una minore competizione sul lato degli investimenti e, di
conseguenza, una stabilizzazione dei prezzi d'acquisto.
È possibile infine evincere alcuni temi attuali di investimento legati al contesto di volatilità e
incertezza odierno.
I fondi di tipologia
distressed
beneficiano di nuove opportunità fornite dalla crisi del debito
europeo a seguito del processo di riduzione di attivi non-core da parte degli istituti bancari
europei. Alcune economie emergenti, quali ad esempio Cina, Brasile, Turchia ed Indonesia
offrono opportunità principalmente legate alla confermata crescita economica ed al buono
stato delle finanze pubbliche.
Il
private equity
in queste economie beneficia inoltre di un basso livello di penetrazione sul
totale delle operazioni di M&A in presenza di un minore livello di competizione.
È prevedibile, infine, una crescita delle realizzazioni legata alle aspettative di incremento
della valorizzazione dei portafogli.
Il mercato dei fondi comuni di investimento
L'industria del risparmio gestito, dopo un avvio di anno incoraggiante, ha subìto il
deterioramento del quadro macro-economico e finanziario.