D
E
A C
APITAL
- R
ELAZIONE
F
INANZIARIA
A
NNUALE AL
31 D
ICEMBRE
2011
69
• Fondi immobiliari
- concentrazione degli immobili, presenti nel portafoglio
dei fondi gestiti, in alcune città e/o in limitate tipologie
(direzionale / commerciale), nel caso di crisi del mercato
immobiliare di riferimento;
- concentrazione nei confronti di alcuni
tenant
rilevanti,
nel caso in cui questi recedano dai contratti di locazione,
che potrebbe generare un livello di
vacancy
tale da
ridurre i risultati economici dei fondi e la valutazione degli
immobili gestiti;
- concentrazione della scadenza di numerosi fondi
immobiliari in un arco temporale limitato, con connessa
elevata disponibilità di immobili sul mercato, tale da
generare una diminuzione delle valutazioni degli stessi e
allungare i tempi necessari per la liquidazione.
Per ciascuno degli scenari di rischio evidenziati, il Gruppo
ha definito e implementato opportune strategie di gestione
che investono sia aspetti strategici, sia aspetti operativi
e gestionali, nonché un sistema di monitoraggio del
livello di diversificazione delle attività di
Alternative Asset
Management
.
B.3. Risorse chiave (Governance / Organizzazione)
Il successo del Gruppo DeA Capital dipende in misura
significativa dagli Amministratori Esecutivi e da alcune
figure chiave del
Management
, dalla loro capacità di gestire
efficacemente il
business
e le attività caratteristiche del
Gruppo, nonché dalla conoscenza del mercato e dai rapporti
professionali instaurati. L’interruzione del rapporto di
collaborazione con una o più di tali risorse chiave, senza
un’adeguata sostituzione, nonché l’incapacità di attrarre e
trattenere risorse nuove e qualificate, potrebbe condizionare
gli obiettivi di crescita e avere effetti negativi sulle attività e
sui risultati economici e finanziari del Gruppo. A mitigazione
di tale rischio sono definite politiche di gestione delle risorse
umane, in stretta correlazione con le esigenze del
business
,
e di incentivazione, periodicamente riviste anche in funzione
del contesto macro-economico generale e dei risultati
conseguiti dal Gruppo.
C. Rischi operativi
C.1. Operazioni di investimento
Le operazioni di investimento effettuate dal Gruppo sono
soggette ai rischi tipici dell’attività di
Private Equity
, quali
quello della corretta valutazione della società
target
e della
natura delle operazioni concluse. Il Gruppo ha implementato
un processo strutturato di
due diligence
sulle società
target
che
prevede il coinvolgimento delle differenti direzioni di Gruppo
competenti e l’attenta definizione di patti parasociali al fine di
concludere accordi in linea con la strategia di investimento e
con il profilo di rischio che il Gruppo ha definito.
C.2. Rispetto dei covenants
Alcune delle operazioni di investimento sono state concluse
sfruttando la leva finanziaria sulle società
target
. Per i
contratti di finanziamento sottoscritti dalle partecipate sono
previsti specifici
covenant
, generalmente assistiti da garanzie
reali, il cui mancato rispetto potrebbe rendere necessarie
operazioni di ricapitalizzazione delle società partecipate e
comportare un incremento degli oneri finanziari connessi al
rifinanziamento del debito. Il mancato rispetto dei
covenant
sui finanziamenti potrebbe comportare effetti negativi oltre
che sulla situazione finanziaria e sull’operatività delle società
partecipate, anche sulla valutazione dell’investimento.
Il Gruppo monitora costantemente i parametri rilevanti di
riferimento per gli obblighi finanziari assunti da parte delle
società partecipate, al fine di identificare tempestivamente
qualsiasi scostamento non atteso.
C.3. Operazioni di disinvestimento
Relativamente all’attività di
Private Equity
il Gruppo investe
generalmente con orizzonti temporali medio / lunghi, di norma
pari a tre-sei anni per gli investimenti mediante acquisto di
partecipazioni dirette in società e sino a dieci anni per gli
investimenti effettuati attraverso fondi. Nell’arco del periodo
di gestione dell’investimento potrebbero verificarsi situazioni
esogene tali da influenzare in modo significativo i risultati
gestionali delle partecipate e, di conseguenza, la valutazione
dell’investimento stesso. Inoltre, nei casi di co-investimento,
potrebbe rivelarsi difficoltosa o non perseguibile un’attività di
indirizzo della gestione della partecipata e, in ultima analisi,
impossibile disporre delle quote partecipative detenute per la
presenza di clausole di
lock-up
. La strategia di disinvestimento,
quindi, potrebbe essere influenzata negativamente da diversi
fattori, alcuni dei quali non sono prevedibili al momento in cui
gli investimenti sono effettuati. Non vi è, pertanto, garanzia
che siano realizzati i profitti attesi in considerazione dei rischi
derivanti dagli investimenti effettuati.
A fronte di tali situazioni di rischio, il Gruppo ha definito un
processo di monitoraggio delle
performance
delle partecipate,
facilitato dalla rappresentanza negli Organi di Amministrazione
delle società partecipate rilevanti, finalizzato ad individuare
tempestivamente eventuali situazioni di criticità.
C.4. Funding Risk
I flussi reddituali attesi dall’attività di
Alternative Asset
Management
dipendono dalla capacità delle SGR del Gruppo
di stabilizzare / accrescere le masse gestite. In tale quadro
generale, l’attività di
fund raising
potrebbe essere influenzata
negativamente sia da fattori esogeni, quali, ad esempio, il
perdurare della crisi economica globale o l’andamento dei tassi
di interesse, sia da fattori endogeni, quali, ad esempio, l’errato
timing
della raccolta da parte delle SGR o l’interruzione della
collaborazione con i
key manager
delle società di gestione.
Il Gruppo ha definito apposite strategie di gestione dei rischi
connessi al
fund raising
finalizzate sia al coinvolgimento di
nuovi investitori, sia alla fidelizzazione di quelli attuali.