D
E
A C
APITAL
- B
ILANCIO
C
ONSOLIDATO AL
31 D
ICEMBRE
2011
91
- le quote di patrimonio netto di pertinenza degli azionisti di minoranza sono evidenziate, insieme alle rispettive quote
dell’utile dell’esercizio, in apposite voci del patrimonio netto.
Nel caso di controllo congiunto, l’integrazione avviene, in conformità allo IAS 31, in proporzione alla quota di possesso della
Capogruppo.
B. Criteri di valutazione adottati
I criteri di valutazione adottati sulla base dei Principi Contabili Internazionali, e di seguito riportati, sono conformi al postulato
della continuità aziendale e non sono variati rispetto a quelli utilizzati nella redazione del Bilancio Consolidato al 31 dicembre
2010 e al Bilancio Consolidato Semestrale Abbreviato al 30 giugno 2011, se non in conseguenza dell’entrata in vigore di nuovi
principi contabili IAS/IFRS, come descritti in precedenza.
Attività e passività correnti e non correnti
Un’attività è considerata corrente se soddisfa almeno una delle seguenti condizioni:
• la sua realizzazione è prevista nel corso del normale ciclo operativo aziendale. Per “ciclo operativo aziendale” si intende il
periodo intercorrente tra l’assunzione di una attività e la sua realizzazione in disponibilità liquide ed equivalenti. Quando il
ciclo operativo aziendale non è chiaramente identificabile, la sua durata è assunta di dodici mesi;
• è posseduta principalmente con lo scopo della sua negoziazione;
• la sua realizzazione è prevista entro dodici mesi successivi alla data di chiusura dell’esercizio;
• è costituita da disponibilità liquide ed equivalenti, che non presentano vincoli tali da limitarne l’utilizzo nei dodici mesi
successivi alla data di chiusura dell’esercizio.
Tutte le altre attività sono analizzate in maniera analitica, al fine di distinguere la parte “corrente” dalla parte “non corrente”.
Inoltre, le imposte anticipate sono rilevate tra le componenti non correnti.
Una passività è invece considerata corrente se soddisfa almeno una delle seguenti condizioni:
• ci si aspetta che sia estinta nel corso del normale ciclo operativo aziendale;
• è posseduta principalmente con lo scopo della sua negoziazione;
• la sua estinzione è prevista entro dodici mesi successivi alla data di chiusura dell’esercizio;
• l’impresa non detiene un diritto incondizionato a differire il pagamento della passività per almeno i dodici mesi successivi alla
data di chiusura dell’esercizio.
Tutte le altre passività sono analizzate in maniera analitica, al fine di distinguere la parte “corrente” dalla parte “non corrente”.
Inoltre, le imposte differite passive sono rilevate tra le componenti non correnti.
Immobilizzazioni immateriali
Le attività immateriali riguardano le attività prive di consistenza fisica identificabili e in grado di produrre benefici economici
futuri. Esse vengono iscritte all’attivo quando è probabile che il loro uso genererà benefici economici futuri e quando il loro
costo può essere determinato in modo attendibile. Le suddette attività sono rilevate al costo di acquisto o di produzione nel
caso in cui siano state generate internamente.
Il costo di acquisizione è rappresentato dal
fair value
del prezzo pagato per acquisire l’attività e da ogni costo diretto sostenuto
per predisporre l’attività al suo utilizzo.
Il valore contabile delle immobilizzazioni immateriali è mantenuto in bilancio nei limiti in cui vi è evidenza che tale valore potrà
essere recuperato tramite l’uso ovvero se è probabile che generino benefici economici futuri.
La vita utile delle attività immateriali è valutata come definita o indefinita.
Le attività immateriali a vita utile indefinita sono sottoposte a verifica di congruità ogni volta che via siano indicazioni di una
possibile perdita di valore, secondo quanto previsto dallo IAS 36 –
Riduzione di valore delle attività
. Per le attività immateriali
a vita utile indefinita non è rilevato alcun ammortamento. La vita utile di un bene immateriale con vita utile indefinita è