DeA Capital - Bilancio 2011 - page 159

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SERCIZIO AL
31 D
ICEMBRE
2011
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• è costituita da disponibilità e disponibilità liquide equivalenti, che non presentano vincoli tali da limitarne l’utilizzo nei dodici
mesi successivi alla data di chiusura dell’esercizio.
Tutte le altre attività sono analizzate in maniera analitica, al fine di distinguere la parte “corrente” dalla parte “non corrente”.
Inoltre, le imposte anticipate sono rilevate tra le componenti non correnti.
Una passività è invece considerata corrente se soddisfa almeno una delle seguenti condizioni:
• ci si aspetta che sia estinta nel corso del normale ciclo operativo aziendale;
• è posseduta principalmente con lo scopo della sua negoziazione;
• la sua estinzione è prevista entro dodici mesi successivi alla data di chiusura dell’esercizio;
• l’impresa non detiene un diritto incondizionato a differire il pagamento della passività per almeno i dodici mesi successivi alla
data di chiusura dell’esercizio.
Tutte le altre passività sono analizzate in maniera analitica, al fine di distinguere la parte “corrente” dalla parte “non corrente”.
Inoltre, le imposte differite passive sono rilevate tra le componenti non correnti.
Immobilizzazioni immateriali
Le attività immateriali riguardano le attività prive di consistenza fisica identificabili, controllate dalla Società e in grado di produrre
benefici economici futuri. Esse vengono iscritte all’attivo quando è probabile che il loro uso genererà benefici economici futuri
e quando il loro costo può essere determinato in modo attendibile. Le suddette attività sono rilevate al costo di acquisto o di
produzione nel caso in cui siano state generate internamente.
Il costo di acquisizione è rappresentato dal
fair value
del prezzo pagato per acquisire l’attività e da ogni costo diretto sostenuto
per predisporre l’attività al suo utilizzo.
Il valore contabile delle immobilizzazioni immateriali è mantenuto in bilancio nei limiti in cui vi è evidenza che tale valore potrà
essere recuperato tramite l’uso ovvero se è probabile che generino benefici economici futuri.
La vita utile delle attività immateriali è valutata come definita o indefinita.
Le attività immateriali a vita utile indefinita sono sottoposte a verifica di congruità ogni volta che vi siano indicazioni di una
possibile perdita di valore, secondo quanto previsto dallo IAS 36 –
Riduzione di valore delle attività
. Per le attività immateriali a
vita utile indefinita non è rilevato alcun ammortamento. La vita utile di un bene immateriale con vita utile indefinita è riesaminata
con periodicità annuale al fine di accertare il persistere delle condizioni alla base di tale classificazione.
Le attività immateriali con vita definita sono ammortizzate a quote costanti sistematicamente lungo la loro vita utile stimata. La vita
utile di tali attività immateriali è sottoposta a verifica di congruità ogni volta che vi siano indicazioni di una possibile perdita di valore.
Immobilizzazioni materiali
Le immobilizzazioni materiali sono rilevate al prezzo di acquisto o al costo di produzione, al netto dei relativi ammortamenti
accumulati e delle eventuali perdite di valore.
Nel costo sono compresi gli oneri accessori ed i costi diretti ed indiretti, sostenuti nel momento dell’acquisizione e necessari a
rendere fruibile il bene. Il costo di acquisizione è rappresentato dal
fair value
del prezzo pagato per acquisire l’attività e da ogni
costo diretto sostenuto per predisporre l’attività al suo utilizzo. Le immobilizzazioni sono sistematicamente ammortizzate a quote
costanti in ogni esercizio, sulla base delle aliquote indicate nel commento alla voce per gruppi omogenei di beni, in relazione alla
residua possibilità di utilizzo. Qualora si rilevino elementi che facciano prevedere difficoltà di recupero del valore netto contabile è
svolto l’
impairment test
. Il ripristino di valore è effettuato qualora vengano meno le ragioni che avevano portato all’
impairment.
Impairment (perdita di valore)
Una perdita di valore si origina in tutti i casi in cui il valore contabile di un’attività sia superiore al suo valore recuperabile.
A ogni data di redazione di un bilancio viene accertata l’eventuale presenza di indicatori che facciano supporre l’esistenza di
perdite di valore. In presenza di tali indicatori si procede alla stima del valore recuperabile dell’attività
(impairment test)
e alla
contabilizzazione dell’eventuale svalutazione. Il valore recuperabile di un’attività è il maggior valore tra il suo
fair value
al netto
dei costi di vendita e il suo valore d’uso.
Con riguardo alla determinazione del
fair value
al netto dei costi di vendita di un’attività, lo IAS 36 fornisce le seguenti indicazioni:
• se esiste un accordo vincolante di vendita il
fair value
dell’attività è rappresentato dal prezzo pattuito;
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