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D. Utilizzo di stime e assunzioni nella predisposizione del Bilancio
La direzione aziendale deve formulare valutazioni, stime e ipotesi che influenzano l’applicazione dei principi contabili e gli importi
delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi rilevati in bilancio. Le stime e le relative ipotesi si basano su esperienze
pregresse e su altri fattori considerati ragionevoli nella fattispecie e sono state adottate per stimare il valore contabile delle
attività e delle passività che non è facilmente desumibile da altre fonti.
Tali stime e ipotesi sono riviste regolarmente. Le eventuali variazioni derivanti dalle revisioni delle stime contabili vengono rilevate
nel periodo in cui la revisione viene effettuata qualora le stesse interessino solo quel periodo. Nel caso in cui la revisione interessi
periodi sia correnti che futuri, la variazione è rilevata nel periodo in cui la revisione viene effettuata e nei relativi periodi futuri.
Gli aggregati di bilancio sono iscritti e valutati secondo i criteri di valutazione sopra descritti. L’applicazione di tali criteri
comporta talora l’adozione di stime in grado di incidere anche significativamente i valori iscritti in bilancio. Le stime e le relative
ipotesi si basano su esperienze pregresse e su fattori considerati ragionevoli, nella fattispecie sono state adottate per stimare
il valore contabile delle attività e delle passività non facilmente desumibile da altre fonti. Tuttavia, trattandosi di stime, non
necessariamente i risultati ottenuti sono da considerarsi univoci.
Nel ribadire che l’impiego di stime ragionevoli è parte essenziale della predisposizione del bilancio, si segnalano di seguito le
voci di bilancio in cui ne è più significativo l’utilizzo:
• valutazione di attività finanziarie non quotate su mercati attivi;
• valutazione di attività finanziarie quotate su mercati attivi ma caratterizzate da illiquidità sul mercato di riferimento;
• valutazione delle partecipazioni.
Il processo sopra descritto è reso particolarmente complicato dell’attuale contesto macroeconomico e di mercato e
caratterizzato da inconsueti livelli di volatilità riscontrabili sulle principali grandezze finanziarie, rilevanti ai fini delle suddette
valutazioni.
Una stima può essere rettificata a seguito dei mutamenti nelle circostanze sulle quali la stessa si era basata o a seguito
di nuove informazioni; l’eventuale mutamento della stima è applicato prospetticamente e genera un impatto sul conto
economico dell’esercizio in cui avviene il cambiamento ed, eventualmente, su quello degli esercizi successivi.
Come già evidenziato in precedenza, una parte significativa delle attività esposte nel Bilancio d’Esercizio di DeA Capital
S.p.A. è rappresentata da investimenti finanziari non quotati. Detti investimenti sono valutati al
fair value
determinato dagli
amministratori in base al proprio miglior giudizio e apprezzamento, utilizzando le conoscenze e le evidenze disponibili alla
data di redazione del Bilancio d’Esercizio. Tuttavia, a causa delle oggettive difficoltà di valutazione e della mancanza di un
mercato attivo, i valori attribuiti a tali investimenti potrebbero divergere, anche significativamente, da quelli che potrebbero
essere ottenuti in caso di realizzo.