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elazione
sulla
G
estione
5. Risultati del Gruppo
DeA Capital
I risultati consolidati del periodo sono collegati all’attività svolta
dal Gruppo DeA Capital nei seguenti settori:
•
Private Equity Investment,
che include le
reporting unit
che svolgono un’attività di investimento in
private equity,
diversificato in investimenti in Partecipazioni (“Investimenti
Diretti”) e investimenti in Fondi (“Investimenti Indiretti”);
•
Alternative Asset Management
, che include le
reporting unit
dedite ad attività di gestione del risparmio e di erogazione dei
servizi a queste funzionali, focalizzate sulla gestione di fondi di
private equity
e
real estate
.
Private Equity
Il 2012 è stato un anno dominato dall’incertezza, in cui le
tensioni politiche hanno pesato sull’economia globale, sebbene
durante il secondo semestre si sia assistito a un progressivo
miglioramento del quadro macro-economico e a una
riduzione delle tensioni finanziarie (con conseguente riduzione
degli
spread
nell’area Euro e crescita dei mercati azionari
internazionali).
Le ultime stime del FMI prevedono per il 2013 una crescita
dell’economia globale del +3,5%; in particolare, ci si attende
una crescita dell’1,4% per le economie avanzate (2% per
gli Stati Uniti e -0,2% per l’area Euro) e del 5,5% per quelle
emergenti. Le azioni delle banche centrali hanno ridotto
notevolmente i gravi rischi associati alla crisi nell’area Euro
e negli Stati Uniti, dove è stato possibile trovare un accordo
sulle problematiche fiscali successivamente alla rielezione
del Presidente Obama in novembre. Si è registrata, inoltre,
un’accelerazione dell’attività economica in alcuni dei Paesi
emergenti, mentre in altri permangono le criticità derivanti dalla
debolezza della domanda estera.
Il FMI ritiene possibile una sorpresa positiva, con una ripresa
più sostenuta del previsto, nel caso in cui i rischi connessi alla
crisi non si concretizzino e le condizioni finanziarie continuino a
migliorare. Tuttavia, anche il rischio di un peggioramento rimane
significativo e ancora legato alle vicende relative all’area Euro e al
pericolo di un eccessivo consolidamento fiscale negli Stati Uniti.
In questo contesto macroeconomico è proseguito il trend di
riduzione della volatilità sui mercati finanziari internazionali,
dopo i picchi registrati nella parte centrale dell’anno, così come
il rischio
default
, misurato dai
Credit Default Swap
(CDS)
a 5 anni, dei principali Paesi dell’area Euro. Questo grazie
all’effetto positivo delle azioni dei governi a contrasto della crisi
e in direzione di un rafforzamento dell’Unione, oltre che delle
vicende politiche e fiscali negli Stati Uniti.
Tutti i principali mercati azionari internazionali hanno registrato
nel 2012 rendimenti positivi, in valuta locale; in particolare,
risultano positivi gli indici negli Stati Uniti (+13,4% dell’S&P 500
e +15,9% del Nasdaq), in Giappone (+22,9% del Nikkei 225) e
in Europa, dove insieme alla Germania (+29,1% del Dax 30) e
alla Francia (+15,2% del Cac 40) torna in positivo anche l’Italia
(+7,8% del FTSE MIB). Anche nei Paesi emergenti i rendimenti
registrati nel 2012 sono positivi: +5,2% in Russia, +25,7% in
India, +7,4% in Brasile, +3,2% in Cina.
I mercati obbligazionari, allo stesso modo di quelli azionari,
hanno mostrato un miglioramento generale in termini di
riduzione dell’avversione al rischio. In particolare, in Italia
il differenziale di rendimento dei BTP decennali rispetto agli
analoghi Bund tedeschi si è ridotto di quasi 200 punti, chiudendo
a 316 bps., e in misura maggiore è diminuito il rischio di
default
,
che è tornato ai livelli di luglio 2011, chiudendo l’anno a 286 bps.
Anche la Spagna sembra aver superato il periodo peggiore
culminato in luglio con l’approvazione di un programma di aiuti
da 100 miliardi di Euro per ricapitalizzare le banche.
Gli eventi-chiave, che probabilmente attireranno nel breve
termine l’attenzione dei mercati, riguarderanno la gestione
negli Stati Uniti del problema del debito pubblico, cosiddetto
debt ceiling
(ossia l’obbligo normativo di mantenimento
dell’indebitamento pubblico americano al di sotto di una
determinata soglia), l’impatto delle elezioni politiche in Italia
e in Germania e le decisioni attese sugli sviluppi dell’OMT
(Outright Monetary Transactions)
o “piano
anti-spread
” e della
vigilanza bancaria unificata sotto la responsabilità della BCE.
Prospettive d’investimento ed evoluzione dei
mercati del Private Equity a livello globale e
in Europa
Nonostante il permanere dell’incertezza legata al contesto
economico, il
Private equity
(“PE”) sembra essere indirizzato su
un sentiero di ritorno verso la normalità. A differenza di quanto
accaduto nel 2011, il secondo semestre del 2012 è stato di
gran lunga migliore del primo, lasciando aspettative positive
per il prossimo futuro. Il miglioramento è principalmente da
attribuire alla ripresa del settore negli Stati Uniti, dove i segnali
incoraggianti del mercato immobiliare, insieme al buono stato del
sistema creditizio e una crescita positiva del PIL, hanno permesso
di trattare con maggiore sicurezza il tema del
debt ceiling
(anche
se non è stato ancora finalizzato un piano condiviso).
Il livello di attenzione pubblica sul settore è rimasto elevato
negli Stati Uniti sulla scia della recente campagna elettorale.
Inoltre, il quadro normativo è stato integrato da importanti
modifiche. In Nord America, le società di gestione, sottoposte
ad obblighi di registrazione presso la SEC, saranno oggetto di
ispezioni da parte dell’autorità di vigilanza nei prossimi anni.
In Europa, l’attuazione in legge dell’
Alternative Investment