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31 D
iCembre
2012
37
Relativamente all'andamento gestionale di GDS, l’Esercizio
2012 ha fatto registrare ricavi in leggera contrazione rispetto
all'esercizio precedente, ma in incremento del +2,5% a
“perimetro costante” (escludendo l’impatto sui dati 2011 delle
cliniche cedute nel corso dello stesso esercizio), riconducibile
all’evoluzione dei volumi di attività e alla progressiva entrata
a regime delle nuove cliniche (in particolare: due cliniche nel
comparto riabilitazione, due in quello psichiatria e una nel
comparto di medicina, chirurgia, ostetricia).
Con specifico riferimento ai dati consuntivi al 31 dicembre 2012,
va rilevato come a livello di EBIT e di Risultato Netto il confronto
di
performance
con i dati 2011 risenta dell’impatto su questi
ultimi dei costi straordinari collegati al
Plan Social
completato
nel corso del 2011 (effetto sul risultato netto di circa -19 milioni
di Euro) e all’
impairment
del
goodwill
(-50,5 M€) relativo ad
alcune aree geografiche in cui opera il Gruppo, oltre che alle
plusvalenze conseguite sulle cliniche cedute nel corso del 2012
(+29 milioni di Euro).
L’indebitamento netto risulta in miglioramento (-769 milioni di
Euro al 31 dicembre 2012 rispetto a -854 milioni di Euro al
31 dicembre 2011), grazie anche agli introiti relativi alle cliniche
cedute.
A commento dei dati sopra riportati va rilevato come la
descritta
performance
di crescita dei ricavi sia maturata
in un contesto di crescente pressione sull’evoluzione della
top line
, condizionata sia
(i)
dall’andamento della domanda
(progressivo spostamento del mix di prestazioni verso l’attività
ambulatoriale a minor valore unitario / marginalità in rapporto
a quella di piena ospedalizzazione e posticipo da parte dei
pazienti degli interventi medici non indispensabili in ragione
della crisi economica) sia
(ii)
dal contesto regolamentare e di
definizione dell’offerta di servizi ospedalieri (crescente pressione
competitiva da parte degli operatori pubblici, beneficiari di forti
investimenti statali in forma di componenti discrezionali del
budget
della sanità, che vanno a compensare la sfavorevole
evoluzione tariffaria).
Il quadro istituzionale del 2013, se da un lato vede la conferma
di un contesto tariffario ancora restrittivo, con una previsione
di contrazione delle tariffe del comparto di medicina, chirurgia,
ostetricia attestata a -0,55%, fa registrare per contro
l’intensificarsi di iniziative di governo a supporto dell’attività
economica, quali il pacchetto di misure per la competività delle
aziende francesi (che prevede,
inter alia
, il “CICE”, credito
d’imposta sui costi del personale) che dovrebbero almeno
in parte alleviare gli effetti sulle aziende della sfavorevole
congiuntura economica.
La descritta dinamica dei ricavi, combinata con la parziale
rigidità della struttura di costo, rende imprescindibile, per
il mantenimento delle prospettive di marginalità, la messa
a regime della riorganizzazione per “poli” (filiere di cliniche
che ottimizzino l’offerta in rapporto al fabbisogno dell’area
geografica di riferimento), nonché delle iniziative di
cost saving
già avviate con riferimento proprio a importanti categorie di
spesa.